Missione in Cina del Presidente della Repubblica Mattarella: impresa e cooperazione universitaria

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Missione in Cina del Presidente della Repubblica Mattarella: impresa e cooperazione universitaria

21 febbraio 2017

 

Sarà una settimana intensa per l’Italia in Cina quella dal 21 al 26 febbraio: visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quarta edizione del Business Forum Italia-Cina (saranno firmati accordi) e una missione di sistema con una nutrita delegazione di imprese e istituzioni e la presenza, per il Governo, del sottosegretario allo Sviluppo, Ivan Scalfarotto. Per capire l’importanza di questa missione basta ricordare che l’ultima di questo tipo risale al 2010. Un impegno che dimostra l’attenzione della presidenza italiana per un Paese come la Cina, che conta sempre di più nell’economia e negli equilibri mondiali.

La quarta edizione del Business Forum Italia-Cina affronterà i due più importanti piani d’azione del governo cinese: Obor (One belt one road) e Made in China 2025, che attirano un interesse crescente e diffuso tra le nostre imprese. L’industria italiana si propone come partner nei programmi di sviluppo della Cina. La missione, inoltre, prevede la presenza dei nostri due Politecnici più importanti, quello di Torino e quello di Milano, che già hanno, da tempo, accordi di collaborazione con la controparte cinese. 
 
Non solo industria, dunque, ma anche innovazione, ricerca e internazionalizzazione del sistema formativo italiano. Non dimentichiamo che quello in scambi culturali è un investimento che rende, apre la via a partnership commerciali. Lo racconta il Prof. Xing, direttore del nostro Centro Uni-Italia in Cina, in un’intervista al Corriere della Sera. Dal 2005, grazie alla firma dell’accordo per il riconoscimento reciproco dei titoli di studio e in seguito al lancio dei programmi Marco Polo e Turandot (che prevedono lo studio dell’italiano prima dei corsi universitari) si è passati da 766 iscritti nel 2008, a 4.401 nel 2016, una crescita costante. Spiega il Prof. Xing parlando degli studenti cinesi che scelgono il nostro Paese: «Sono i genitori della nuova classe media che credono nel sistema universitario italiano, per questo fanno sacrifici per mandare i figli da voi. E poi iniziative come quella del Politecnico di Milano che tiene corsi in inglese hanno aiutato molto. Molto richiesti anche il Politecnico di Torino, Roma Tor Vergata per corsi innovativi come «Global governance», Bologna per il prestigio storico».
 
Per chi volesse leggere l’intervista pubblicata sul Corriere: